Punti di Interesse (POI)

MONESI
Monesi è un piccolo nucleo posto sotto le pendici del M. Saccarello a quota 1.376 m s.l.m, nato come stazione sciistica, attiva tra gli anni 50 e 80 del secolo scorso. E’ frazione del Comune di Triora, integrata da un vicino nucleo abitativo che risulta in Comune di Mendatica.

TRIORA
Il borgo medioevale di Triora (780 m  s.l.m.) è un vero gioiello d’arte, ancora intatto nel suo sistema difensivo di porte, archi, strettoie e case fortezza; dell’antico castello sommitale restano solo alcuni ruderi del cilindrico torrione (XII sec). A lato della caratteristica piazzetta centrale del borgo vi è la Collegiata dell’Assunta (XVI secolo) e l’oratorio di San Giovanni Battista (1694), che entrambi ospitano dipinti di pregio.

In passato granaio della Repubblica di Genova e importante podesteria, Triora è oggi conosciuta come “il paese delle streghe” per un processo celebrato nel 1588 e conclusosi con la condanna, per stregoneria, di un gruppo di donne del posto. Di ciò si fa memoria nel locale museo etnografico e della stregoneria, nei negozi e botteghe di artigianato locale e in caratteristici eventi, molto partecipati da visitatori e turisti.

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REALDO
Posto sul ciglio di una imponente falesia rocciosa, a quota 1.030 m s.l.m., Realdo è un agglomerato di case alpine in pietra, storicamente ubicato in terra brigasca, ma dal 1947 è ricompreso nel Comune di Triora.

Il borgo è forse sorto, per volontà sabauda, come efficace avanposto per fronteggiare la podesteria genovese di Triora (rappresentata dal vicino nucleo di Verdeggia) o piuttosto intorno al 1.500 ad opera di pastori brigaschi allontanatisi dal capoluogo alla ricerca di nuovi pascoli.

La Chiesa di Sant’Antonio, situata a monte di Realdo, è stata per lungo tempo il centro di riferimento della locale comunità brigasca e degli ulteriori piccoli nuclei pastorali presenti nella zona.

VERDEGGIA
Verdeggia (1.100 m s.l.m.)  ha l’aspetto di un tipico agglomerato alpino di case in pietra, posto su un pendio un tempo intensamente terrazzato, alle falde del Monte Saccarello. Le origini sono da ricercarsi, probabilmente nel secolo XVI, dal trasferimento di una famiglia brigasca, ma da secoli è parte del Comune di Triora.

MOLINI DI TRIORA
Molini di Triora (460 m s.l.m.) è un antico paese di fondovalle, un tempo dotato di ben ventitré mulini ad acqua. La parrocchiale di origine quattrocentesca e il soprastante santuario di Nostra Signora della Montà  conservano opere pittoriche di notevole pregio.

Il paese è noto per  l’annuale “sagra della lumaca” e, più recentemente, per le attività outdoor che propone.

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BAIARDO
Il caratteristico borgo medievale di Bajardo (900 m  s.l.m.), di antiche origini celtiche, è sovrastato dai ruderi della chiesa di San Nicolò, memoria del tragico terremoto del 23 febbraio 1887. E’ posto in posizione molto panoramica con vista sulle Alpi liguri e francesi e le valli sottostanti.

Una leggenda del luogo racconta dello sfortunato amore della figlia del conte di Bajardo per un marinaio, tragicamente conclusosi con la condanna a morte di entrambi nel giorno di Pentecoste. Da qui la festa di “Ra Barca”, nella solennità annuale di Pentecoste, allorquando gli abitanti di Baiardo danzano in circolo nella piazza principale intorno ad un gigantesco albero (l’albero di maestra di una nave), cantando una antica ballata che rievoca il fatto.

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PIGNA
L’antico borgo di Pigna (280 m  s.l.m.) si aggrappa al pendio come il frutto del pino, con le sue case costruite le une sul tetto delle altre, le vie interne principali disposte a cerchi concentrici e collegate tra loro da angusti vicoli, chiamati  “chibi”. Sul lato nord si erge la singolare falesia di natura geologica (faglia), che si relaziona con la sorgente d’acqua solforosa di fondo valle (Lago Pigo), punto di alimentazione della locale stazione termale.

In paese troviamo vari edifici monumentali di pregio, ad esempio la chiesa di San Michele Arcangelo, dalla maestosa facciata in pietra nera locale, che conserva un prezioso polittico di Giovanni Canavesio (artista  attivo tra il 1450 e il 1500) e la cappella cimiteriale di San Bernardo con il suo ciclo di affreschi sempre del Canavesio.

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CASTELVITTORIO
Castelvittorio è un nucleo (quota 420 m s.l.m.) di origine molto antica, posizionato strategicamente su uno sperone di roccia, emergente sulla via di accesso all’alta val Nervia. Possedeva un castello-fortezza, delle mura e torri di difesa. All’interno del borgo, rimasto chiuso e arroccato, sono ancora riconoscibili elementi delle originarie, sobrie ed essenziali strutture militari e fabbriche medievali.

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CERIANA
Posto al centro della Valle Armea (quota 369 m s.l.m.), il paese di Ceriana conserva l’aspetto tipico del borgo rurale antico, edificato ad anelli concentrici intorno alla collina secondo le tecniche costruttive di difesa del Medioevo ligure.

Di grande rilievo architettonico-artistico sono la chiesa romanica di Sant’Andrea (forse costruita su un primitivo tempio pagano) e la parrocchiale dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo (XII secolo), dall’imponente facciata in stile barocco, che contiene preziose tele e crocefissi cinquecenteschi

Le celebrazioni religiose tradizionali del Venerdì Santo assumono qui particolare spettacolarità, con l’imponente processione, guidata dalle Confraternite al canto del “Miserere” su antiche partiture medioevali.

https://www.comune.ceriana.im.it/it-it/vivere-il-comune

PERINALDO
Perinaldo (572 m s.l.m.) è un borgo di antichissima origine, posto in posizione allungata sul crinale, a belvedere panoramico verso le valli circostanti e il mare.

Il paese diede i natali (secondo la tradizione nel castello Maraldi, centro dell’abitato) allo scienziato Gian Domenico Cassini, primo di quattro generazioni di astronomi. La sua fama giunse fino alla corte del Re Sole (Luigi XIV) e i suoi studi e le sue scoperte fanno ancor oggi testo in astronomia.

La posizione emergente del borgo e l’orografia del luogo aiutano a mantenere il cielo libero e favoriscono  l’osservazione della volta celeste, possibile anche attraverso l’osservatorio astronomico ospitato all’estremità orientale del paese, nell’ex convento francescano.

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SAN ROMOLO
Verso la fine dell’Ottocento / inizi Novecento nell’area collinare di S. Romolo risultava esservi una consistenza esigua degli insediamenti frazionali e gli abitanti erano prevalentemente boscaioli.

Negli anni 30-50 del secolo scorso vi fu la costruzione di ville per il soggiorno estivo delle famiglie sanremesi e l’insediamento di attività turistico-commerciali, oltre alla costruzione dell’ardita funivia che da Sanremo arrivava alla cima del M. Bignone (quota . Lo sviluppo edilizio ebbe una seconda fase negli anni 60, ma con la fine degli anni ottanta (e la chiusura della funivia) iniziò in zona un processo di regressione abitativa delle borgate e della attività commerciali. In tempi più recenti si registra un’inversione di tendenza.

MENDATICA
Di origini molto antiche, il borgo di Mendatica ha conservato ancora le sue tradizioni legate alla pastorizia e all’agricoltura di montagna.  La “Cucina Bianca”, valorizzata con una bella  sagra di paese nel mese di agosto, è un’espressione culinaria tipica della zona che utilizza ingredienti chiari e genuini, come formaggi, farine e ortaggi. Al centro del borgo soleggiato si trova la bella chiesa barocca dei S.S. Nazario e Celso, che ha conservato il campanile romanico della chiesa primitiva.

MONTEGROSSO PIAN LATTE
Gli abitanti di questo bel borgo montano erano pastori e praticavano, sino ad alcuni decenni fa, la tipica transumanza, spostandosi periodicamente dalle margherie ed alpeggi delle Alpi Liguri ai crinali più costieri, lungo la storica Via Marenca. Conservano con orgoglio usi e tradizioni della civiltà delle malghe e della produzione di castagne.

Turismo

REZZO
E’ un antico borgo di montagna, di grande importanza storica, variamente conteso. Oltre alla pastorizia divenne importante per la produzione e lavorazione del legname (ricavato dai fitti boschi presenti in zona), ma fu anche un centro della storica lavorazione della pietra ( i maestri lapicidi di Cenova, fine XV sec.). Il castello di Rezzo, costruito alla fine del Seicento e tuttora in ottime condizioni, è uno dei migliori esempi di casa-fortezza. Poco a monte del paese sorge il bel Santuario della Madonna del Santo Sepolcro (e Madonna Bambina) risalente  al ‘400, di stile romanico-gotico. L’interno fu pregevolmente affrescato da Pietro Guido da Ranzo nel 1515.

https://www.comune.rezzo.im.it/Dettaglioargomenti?IDCategoria=27665

MONTALTO CARPASIO
Comune della Valle  Argentina, creato dalla recente unione amministrativa dei due precedenti Comuni di Montalto Ligure (arroccato ed emergente sopra il torrente Argentina nel punto di confluenza con l’affluente T.Carpasina) e Carpasio (nucleo montano posto sul versante più a monte). Entrambi bellissimi borghi in pietra di antichissime origini, narrano vicende storiche travagliate e offrono testimonianze molto pregevoli di opere d’architettura e d’arte, quali ad esempio la pieve romanico-gotica di S. Giorgio e il polittico cinquecentesco di Ludovico Brea.

https://www.comune.montaltocarpasio.im.it/Dettaglioargomenti?IDCategoria=11899

BORGOMARO
Borgomaro è un esteso comune della Valle del Maro, formato da numerosi borghi frazionali di antiche origini posti lungo un importante direttrice storico- commerciale. Il capoluogo sorse nel XV sec. ai piedi del più antico castello, ai margini del torrente e divenne in seguito centro molto importante per l’economia dell’olivo.

www.visitborgomaro.it

PRELA’
Prelà é un comune dell’alta Val Prino, formato da vari borghi frazionali tutti circondati da un fitto bosco di olivi. Il centro economico ed amministrativo é Molini di Prelà, posto a fondovalle e caratterizzato dalla presenza di vari antichi mulini che sfruttavano la forza naturale delle acque del vicino torrente. E’ caratteristico il bel ponte medioevale in pietra.

PORTE DIPINTE DI VALLORIA
ha sviluppato una idea fantasiosa: quella di usare gli usci delle case come fossero tele di quadri. Un progetto che ha consentito al paese di annoverare 167opere pittoriche realizzate nel corso degli anni da artisti affermati e che le sono valse il titolo di “paese dipinto” d’Italia.

http://www.valloria.it/

DOLCEDO
La rigogliosa valle del torrente Prino è per gran parte ricompresa nel territorio del comune di Dolcedo, composto da numerosi borghi frazionali tutti collegati tramite antiche mulattiere al popoloso e fiorente centro di fondovalle. Dolcedo presenta caratteristiche palazzate poste lungo gli argini del torrente ed è ricco di frantoi e mulini, ma anche di edifici monumentali e antichi ponti, quale il Ponte Grande, costruito nel 1292 dai Cavalieri di Malta.

https://www.comune.dolcedo.im.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=34376&IDCat=5323

SANTUARIO DI S. GIOVANNI DEI PRATI
La tradizione vuole che l’edificio originario, chre è attualmente il Santuario di S. Giovanni dei Prati,  sia stato eretto in tempi remoti, ma le fonti storiche indicano il 1522 quale anno di costruzione in loco della chiesa, intitolata al santo patrono dei pastori e degli eremiti.

Annualmente il 24 giugno era oggetto di processioni di pellegrinaggio da parte degli abitati di Triora e di Molini di Triora.

CHIESA DI S. BERNARDINO A TRIORA
Uno dei gioielli monumentali di Triora è la chiesa di S. Bernardino. L’edificio (posto a quota 700 m s.l.m., appena fuori l’abitato) fu eretto agli inizi del 1400 in posizione strategica, lungo la via dei pellegrini che dall’Italia raggiungevano la Provenza ed Avignone. Il portico posto all’esterno dell’edificio religioso aveva appunto la  funzione di punto di sosta e riparo per i viandanti. All’interno si trova un prezioso complesso di dipinti murali; con scene di grandi dimensioni che hanno come sfondo il tema del giudizio universale.

Bernardino da Siena apparteneva all’Ordine dei Francescani e le sue predicazioni furono all’epoca molto importanti per lo spirito di conciliazione e di rinnovamento della vita religiosa. Predicò anche a Triora (che in allora era un centro di notevole importanza, caposaldo delle Repubblica di Genova) e lasciò un segno talmente importante nella popolazione del posto che decisero di dedicargli un edificio sacro.

IL SISTEMA DEI CASTELLARI
Sui crinali che formano l’enclave montano-collinare a monte della città di Sanremo e proseguono poi verso le cime alpine, testimonianze assai antiche attestano la presenza di insediamenti umani precedenti la venuta dei “conquistatori” romani.

Già a partire dal tardo Neolitico in quest’area della Liguria di Ponente era praticata la pastorizia, con brevi transumanze che si muovevano lungo i percorsi di crinale. Si connota in questa fase la presenza di insediamenti d’altura caratterizzati da poche abitazioni sparse (capanne).

Nella prima Età del Ferro sembra delinearsi però la tendenza alla concentrazione in nuclei di maggiori dimensioni, che in seguito, anche a causa dell’insorgere dei primi conflitti tra i Romani e le tribù liguri, vengono muniti di possenti cinte murarie dando origine al fenomeno dei cosiddetti “castellari”.

I castellari sono quindi degli antichi insediamenti fortificati sommitali, formati da muraglioni, torrette e recinti anche concentrici, in grossi blocchi o muri a secco, che perimetravano aree di alloggiamento di piccoli villaggi. Tale sistema di difesa si sviluppava lungo le pendici costiere e sulle dorsali interne, fino a raggiungere le alte montagne. In zona i più significativi sono ubicati al M. Colma e sulle sommità del M. Caggio e del M. Bignone.

CHIESA S.TOMMASO APOSTOLO (DOLCEDO)
Eretta originariamente in stile tardo gotico, la chiesa assunse l’aspetto attuale dopo la ricostruzione in stile barocco realizzata nella prima metà del 1.700 su progetto  dell’architetto Giacomo Filippo Marvaldi.

L’edificio, di dimensioni significative seppure compresso all’interno dell’insediamento urbano storico, presenta in facciata  un portico sorretto da colonne di pietra nera che sostengono un singolare portale quattrocentesco. Il bel sagrato antistante la chiesa, pavimentato in acciottolato bianco e nero, è interamente circondato dagli storici edifici residenziali che si arroccano risalendo il pendio.

PONTE DI CLAVI (IMPERIA)
Gli storici ritengono che il ponte romanico di S. Martino (cui è intitolata la piccola cappella stradale che lo affianca) faccia parte di un percorso vicinale, parallelo alla litoranea via Julia Augusta, già in uso in epoca romana e ripreso nel Medioevo (XIII sec). Di dimensioni piuttosto importanti, è in pietra a due arcate. Consente il collegamento da est alla frazione di Clavi e quindi la prosecuzione della storica percorrenza verso l’antica chiesa di S.Giorgio Maggiore e la salita borgata di Torrazza, sovrastata dalla torre antibarbaresca che le ha dato il nome.

LA BATTERIA DEL M. SACCARELLO
Sulla vetta del M. Saccarello (2.199 m) intorno al 1900 venne realizzata una batteria di protezione, armata con quattro cannoni, destinata a controllare i valloni che risalivano da Briga e i diversi colli tra il Monte Bertrand e Collardente. I quattro pezzi erano posizionati dietro un parapetto, su affusto a cassa da posizione (con campo di tiro di circa 150°). Poco dietro si trovavano la riservetta in caverna e il riparo degli uomini, anch’esso in roccia.

A ridosso del crinale nel tratto Passo Tanarello – Passo di Garlenda numerose caserme ospitavano le truppe e il materiale impiegato per la difesa militare.

STATUA DEL REDENTORE
Sul finire dell’Ottocento un benemerito comitato decise di erigere, sulle eccelse vette delle regioni italiane, dei monumenti al Redentore per salutare l’imminente arrivo del nuovo secolo. L’idea fu sostenuta dal Pontefice Leone XII e dall’arcivescovo di Genova Mons.Tommaso Reggio. In Liguria si decise di collocare uno di questi  monumenti sul M. Saccarello, la cima più alta della regione.

La statua, realizzata in ghisa presso una fonderia di Parigi e poi dorata, non senza indicibili difficoltà venne stabilmente issata in situ (quota 2.165 m s.l.m.) nell’estate del 1902. E’ alta 5,60 metri e pesa 40 quintali, mentre il piedistallo ha una base di 25 mq. ed un’altezza di 8,40 metri.

IL COMPLESSO DIFENSIVO DI MARTA
Sotto al Balcone di Marta (quota 2.120 m c.a), in territorio ora francese, versante est della Val Roia, venne realizzato, dal 1931 al 1938, il complesso difensivo di Marta, il più esteso del Vallo Alpino delle Alpi Occidentali. E’ formato dalla 605a batteria in caverna, dai centri di resistenza 35 e 35 bis e dall’osservatorio che dirigeva il tiro dei pezzi di artiglieria. Aveva un presidio di centocinquanta uomini e uno sviluppo di gallerie di 1.500 metri.

Nelle vicine caserme di Marta, costruite nel 1897, erano anche ricoverati i cannoni delle diverse batterie allo scoperto posizionate sui Monte Pietravecchia, Ceriana, Testa della Nava e Balcone di Marta

IL SENTIERO DEGLI ALPINI
Il Sentiero degli Alpini venne realizzato tra il 1936 e il 1938 allo scopo di poter trasferire uomini, armamenti e vettovaglie dalla zona di passo Muratone sino all’area del M.Grai e alle fortificazioni di Cima Marta, sfuggendo al controllo delle batterie francesi della Val Roia. Fu così scavato nella roccia calcarea, lato Val Nervia, uno stretto percorso a strapiombo, in parte sostenuto da alti muri a secco Oltre all’aspetto storico, di grande rilievo è quello naturalistico perché il camminamento è situato in un’area di eccezionale biodiversità.

In tempi recenti, nonostante vari interventi di manutenzione straordinaria, il sentiero sta progressivamento cedendo all’effetto negativo dei franamenti dal versante e dei crolli dei manufatti di sostegno.

LA DIGA DI TENARDA
Il bacino artificiale di Tenarda venne completato e messo in funzione nel 1963 come risorsa idrica per uso potabile e per l’irrigazione, a servizio della città di Sanremo e di altri Comuni della fascia costiera. Le acque pervengono, tramite condotta in galleria lunga c.a 800 m, dal vicino Rio delle Tane. In uscita dal lago artificiale proseguono su condotta interrata per vari chilometri sino a ricollegarsi in valle Oxentina con il preesistente acquedotto Marsaglia che già alimentava la città di Sanremo.

La diga, realizzata in calcestruzzo, è a gravità ordinaria con andamento leggermente arcuato, altezza massima di c.a 29 m e può contenere sino a 2 milioni di metri cubi d’acqua.

POSTAZIONE MILITARE DI COLLA LANGAN
Sul valico di Colla Langan sono presenti due manufatti difensivi circolari, esternamente in calcestruzzo ma incuneati nel versante roccioso, identificati come Opera 205 e Opera 206. Fanno parte della linea di sbarramento arretrato del Vallo Alpino, costruita inizio anni 30 del secolo scorso.

POSTAZIONE MILITARE DI  PASSO GHIMBEGNA
Al Passo Ghimbegna, in comune di Baiardo, sono presenti due manufatti difensivi circolari, esternamente in calcestruzzo ma incuneati nel versante roccioso, identificati come Opera 203 e Opera 204. Fanno parte della linea di sbarramento arretrato del Vallo Alpino, costruita inizio anni 30 del secolo scorso.

IL PONTE DI LORETO
Il ponte di Loreto sovrasta il torrente Argentina ad un’altezza di quasi 120 metri ed è lungo 140 metri. Fu realizzato in cemento armato alla fine degli anni Cinquanta del secolo sc orso e all’epoca rappresentava una soluzione tecnica avveniristica ed era considerato il ponte ad arcata unica più alto d’Europa 

FAGLIA PIGNA- CASTELVITTORIO- BAIARDO
La faglia Saorge-Pigna-Castelvittorio-Baiardo-Ceriana che emerge per la sua geometria eccezionalmente lineare, è un superficie tettonica di particolare rilevanza, anche scenografica, testimone di una attività geodinamica più recente della crosta terrestre. Raggiunge una notevole profondità, con possibile risalita localizzata di acque mineralizzate, come dimostra la presenza della sorgente solforosa di lago Pigo  alle Terme di Pigna.

FAGLIA DELL’INCISA
La spettacolare valle tettonica dell’Incisa (tra il M. Toraggio e il M. Pietravecchia), testimone di un’attività geodinamica più recente della crosta terreste, ha un andamento lineare parallelo alla faglia Pigna – Castelvittorio – Baiardo (posta più a sud) e presenta singolarità non solo geologiche, perché qui abbondano le specificità botaniche e faunistiche che caratterizzano le Alpi Liguri.

25- PIEGHE E SOVRASCORRIMENTI (CRINALE FRONTE’ – M. SACCARELLO)
Il diruto fronte verso sud del crinale M. Frontè – M. Saccarello, ben visibile lungo tutto lo sviluppo della ex militare ora S.P. n. , presenta evidenti grandi pieghe che interessano la successione di rocce stratificate, generate dal coinvolgimento dell’unità tettonica nella fase di appilamento dell’Orogenesi alpina.

FLYSCH AD ELMINTOIDI (SACCARELLO – FRONTÈ)
Lato monte della strada sterrata ex militare che dal Garezzo va a Passo Guardia (Triora) è visibile un esempio della successione del Flysch ad Elmintoidi comprensivo dell’intera successione litostragrafica, che va dal complesso di base argillitico (Formazione di San Bartolomeo), alle torbiditi arenaceo-conglomeratiche (Arenarie di Bordighera) e alle torbiditi calcareo-marnose (Flysch di Sanremo).Questo tipo di litologia è testimonianza della fase di subduzione del ciclo orogenetico alpino

FLYSCH DI BAIARDO (CORPO SEDIMENTARIO CAOTICO)
Viene denominata Flysch di Baiardo la potente successione di rocce arenaceo-pelitiche nerastre in cui sono inglobati olistoliti, cioè frammenti di rocce di qualsiasi dimensione e natura inclusi (avvolti) in una matrice sedimentaria pelitica. Queste testimoniano i fenomeni di avanzamento (durante l’orogenesi) della catena alpina  sul bacino sedimentario sviluppatosi al fronte della catena stessa.

ROCCA BARBONA
La Rocca Barbona è un maestoso “olistolite” (masso, corpo roccioso) di calcare giurassico, dalla morfologia emergente e di natura diversa rispetto al complesso arenaceo-pelitico che lo ingloba. Per effetto dell’erosione superficiale, molto più incisiva sulle rocce inglobanti, ha assunto un particolare rilievo nel versante e una spettacolarità scenografica.

ARDESIA DI VALLE ARGENTINA
L’ardesia si origina a seguito di una particolare azione metamorfica su un’originaria roccia sedimentaria a composizione marnosa. E’ dotata della proprietà di sfaldarsi in piani paralleli (creando le “ciappe”), ma è piuttosto resistente alla compressione e alla flessione e la sua superficie è facilmente lavorabile. 

Nella zona di Triora è stata molto utilizzata sin dal 1500 in campo costruttivo ed edilizio-decorativo e a fine secolo scorso è stata estratta in varie cave in sotterraneo, ora per la gran parte chiuse.

FALESIE DI LORETO
Le Falesie di Loreto sono situate sui due versanti della Valle Argentina a monte della loc. Loreto (Comune di Triora); sono alte da fondovalle sino a 250 m e orientate generalmente NW-SE. Sono intagliate nella formazione delle Calcareniti di Capo Mortola, rocce calcaree caratterizzate da abbondante contenuto fossilifero (principalmente Nummuliti). Sono oggetto di attività di arrampicata sportiva.

SOTTA DI SAN LORENZO (REZZO)
La Sotta di San Lorenzo è una depressione naturale a forma di conca, posta a quota 1.371 m lungo  il tracciato di cresta dell’antica via Marenca che dal mare portava al crinale Monte Frontè – Monte Saccarello seguendo il limite est della Valle Argentina. Il sito, dove abbondano testimonianze (anche ancestrali) di un’assidua frequentazione umana, costituiva storico luogo di incontro per pastori e viandanti, soprattutto in occasione della fiera del bestiame (10 agosto)

BOSCO DI LARICI DI  GERBONTE
I boschi di larice sono radi e luminosi e ospitano varie specie di uccelli proprie dell’ambiente alpino, come ad esempio la cincia dal ciuffo, il rampichino, il crociere, il gufo reale e la rara civetta capogrosso. Quelli di origine antropica, come quello di Gerbonte che presenta esemplari maestosi, sono stati impiantati per poter avere a disposizione una provvista di legname pregiato senza però sottrarre spazio significativo al pascolo. Nel sottobosco, ricco di erbacee e specie floristiche comuni nei prati circostanti, quali la viola valderia, la genziana verna e la primula marginata, sono spesso presenti anche il rododendro e il mirtillo, il ginepro nano ed il lampone.

FAGGETA DI M.CEPPO
Sul versante orientale di M. Ceppo è presente una maestosa faggeta (a prevalenza di Luzulo-Fagetum). E’  stata  recentemente oggetto di interventi di “coltivazione”, dopo un lungo periodo di totale abbandono.

Nella faggeta i pochi arbusti del sottobosco che possiamo incontrare sono il nocciolo e l’agrifoglio: il faggio, infatti, non ama molto la compagnia di altre essenze arboree e solo le due precedenti riescono a convivere con lui. Più abbondante la presenza di specie erbacee, spesso a fioriture primaverili. Tra gli animali che abitano il bosco vi sono alcuni volatili, quali il notturno allocco  e il picchio rosso maggiore e vari mammiferi roditori come il ghiro e alcuni “micromammiferi”.

PASCOLO ALPINO
Il meraviglioso pascolo alpino è un complesso di piante erbacee (in zona prevale il paleo rupestre e l’avena di Parlatore) ed una grande ricchezza di specie floristiche, tra cui il semprevivo, la genziana ligustica, la genziana lutea e, vicino a  bordi rocciosi, una profumatissima lavanda. Il fenomeno di regressione del pascolo appare però evidente attraverso la progressiva espansione, a danno del prato, di vegetazione arbustiva quale la rosa canina, il lampone, il ginepro nano, il salice nano.

Spesso frequentati da gruppi numerosi di marmotte, i pascoli alpini rappresentano l’ambiente privilegiato dell’aquila reale che necessita di grandi spazi aperti per cacciare; sono anche ambienti potenzialmente adatti alla pernice bianca, all’ermellino, il più piccolo tra i Carnivori  della fauna alpina e alla lepre variabile. Tra i passeriformi possiamo trovare il culbianco, lo spioncello, il luì piccolo.

FAGGETA DI REZZO 
E’ la faggeta più estesa della Liguria (oltre 800 ettari) e custodisce e  esemplari di faggio alti sino a 30 m.. I pochi arbusti del sottobosco che incontriamo sono il nocciolo e l’agrifoglio, in quanto il faggio, infatti, non ama molto la compagnia di altre essenze arboree. Sono invece presenti specie erbacee con bella fioritura, quali  l’epatica, il bucaneve, l’anemone bianco, le viole, la felce maschio, le cardamini, il sigillo di Salomone, l’aquilegia il geranio nodoso. Tra gli animali che frequentano il bosco vi sono alcuni volatili, quali il notturno allocco e il picchio rosso maggiore, alcuni mammiferi roditori, ma anche la volpe, il cinghiale e un tempo il gatto selvatico e il lupo. Trai i rettili si segnala la presenza della salamandra pezzata e dell’orbettino.