SAN ROMOLO

Verso la fine dell’Ottocento / inizi Novecento nell’area collinare di S. Romolo risultava esservi una consistenza esigua degli insediamenti frazionali e gli abitanti erano prevalentemente boscaioli. Negli anni 30-50 del secolo scorso vi fu la costruzione di ville per il soggiorno estivo delle famiglie sanremesi e l’insediamento di attività turistico-commerciali, oltre alla costruzione dell’ardita funivia che da Sanremo arrivava alla cima del M. Bignone (quota . Lo sviluppo edilizio ebbe una seconda fase negli anni 60, ma con la fine degli anni ottanta (e la chiusura della funivia) iniziò in zona un processo di regressione abitativa delle borgate e della attività commerciali. In tempi più recenti si registra un’inversione di tendenza.

 IL SISTEMA DEI CASTELLARI

Sui crinali che formano l’enclave montano-collinare a monte della città di Sanremo e proseguono poi verso le cime alpine, testimonianze assai antiche attestano la presenza di insediamenti umani precedenti la venuta dei “conquistatori” romani. Già a partire dal tardo Neolitico in quest’area della Liguria di Ponente era praticata la pastorizia, con brevi transumanze che si muovevano lungo i percorsi di crinale. Si connota in questa fase la presenza di insediamenti d’altura caratterizzati da poche abitazioni sparse (capanne).

Nella prima Età del Ferro sembra delinearsi però la tendenza alla concentrazione in nuclei di maggiori dimensioni, che in seguito, anche a causa dell’insorgere dei primi conflitti tra i Romani e le tribù liguri, vengono muniti di possenti cinte murarie dando origine al fenomeno dei cosiddetti “castellari”. I castellari sono quindi degli antichi insediamenti fortificati sommitali, formati da muraglioni, torrette e recinti anche concentrici, in grossi blocchi o muri a secco, che perimetravano aree di alloggiamento di piccoli villaggi.

Tale sistema di difesa si sviluppava lungo le pendici costiere e sulle dorsali interne, fino a raggiungere le alte montagne. In zona i più significativi sono ubicati al M. Colma e sulle sommità del M. Caggio e del M. Bignone.